Vfx per raccontare l'invisibile
- admin

- 10 set 2025
- Tempo di lettura: 2 min
Due scene oniriche attraversano Humanity, costruite con approcci differenti alla CGI ma unite dalla stessa funzione narrativa: dare forma visiva a uno stato mentale. Nel primo incubo, l’ufficio della protagonista – luogo razionale, ordinato, quotidiano – si trasforma gradualmente fino a perdere ogni stabilità. L’ambiente, ricostruito integralmente in 3D, viene invaso dall’acqua attraverso una simulazione di liquidi che rompe la geometria dello spazio e ne altera la percezione. Non è un effetto spettacolare, ma un’invasione lenta e inesorabile, che traduce visivamente una pressione emotiva interna.
Nel secondo momento, il film abbandona ogni riferimento realistico e sprofonda in un fondale subacqueo interamente realizzato in CGI. Qui il suono si attenua, il tempo si dilata, il movimento diventa sospeso. La scena non cerca il realismo fisico, ma una qualità sensoriale: un silenzio ovattato, quasi uterino, che amplifica il senso di isolamento e perdita di controllo.
Due visioni, due tecniche diverse, un unico obiettivo: trasformare il VFX in linguaggio emotivo, capace di restituire la tensione opprimente che attraversa Humanity, rendendo visibile ciò che, per sua natura, non lo è.
Humanity, un film prodotto da LAMP / Light And Motion Pictures
Scritto da laura santelli con Marco Ferrarini
Regia Adalberto Lombardo
Con Hilyam Weldemichael
Direzione della fotografia Eleonora Contessi
Assistenti camera Ginevra Marino, Davide Dal Ferro
Art department Lorenzo Escalante Vinces, Sara Borgna
Color correction Giulio Rosso Chioso
Musica originale Luca Longobardi
Suono a cura di Lightcut Film - Ivan Caso, Filippo Barracco
Mix Daniele Viti
Creative producer Davide Romeo Meraviglia
Associate producer & consulenza umanitaria Alessia Volpe
Assistente alla regia Niccolò Morando
Continuity Francesco Fiorani

















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